De Rosa. <span>Foto Giuseppe Capacchione</span>
De Rosa. Foto Giuseppe Capacchione
Cronaca

Agguato De Rosa, spunta la pista della vendetta fra clan

Si ipotizza scontro fra famiglie rivali per gestione traffici sul territorio

La vendetta fra famiglie rivali, magari la vittima aveva oltrepassato i limiti territoriali di pertinenza di altri clan nella gestione dei traffici illeciti, soprattutto per quanto riguarda lo spaccio di sostanze stupefacenti. È questa una delle piste maggiormente battute dai carabinieri per ricostruire le cause che hanno portato all'uccisione di uno dei personaggi di spicco del clan De Rosa, il 41enne Pietro De Rosa. La sua è stata un'esecuzione in piena regola. Lo scorso 20 gennaio, lo ricordiamo, è stato vittima di un agguato mortale intorno alle 13 in via dei Liburni, alla periferia di Trinitapoli e a pochi passi dalla strada che collega la cittadina con Margherita di Savoia.

È stato ucciso prima di entrare in casa. Secondo una prima ricostruzione del reparto operativo di Foggia, De Rosa viaggiava come passeggero, era sorvegliato speciale, a bordo di una Fiat Croma, guidata da Luigi Muriglio il 49enne rimasto ferito e trasportato all'ospedale "Dimiccoli" di Barletta. A loro si è accostata un'altra auto, pare una Renault Clio, dalla quale i malfattori hanno aperto il fuoco. La vittima è scesa dall'auto ed è stata colta da una pioggia di proiettili che non gli hanno lasciato scampo. I killer sono fuggiti. L'uccisione sembrerebbe avvenuta con modalità mafiose, infatti il fascicolo, ora di competenza della Procura di Foggia, potrebbe passare alla Direzione distrettuale antimafia di Bari.
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