Confiscati beni a pregiudicato condannato per traffico di droga a Trinitapoli: sequestrati tre immobili
Gli accertamenti patrimoniali hanno evidenziato una sproporzione tra patrimonio e redditi leciti
giovedì 6 agosto 2026
12.45
Questa mattina, i militari del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Bari hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro e confisca c.d. "allargata", emesso dalla Corte di Appello di Bari, I Sezione Penale, su richiesta della Procura Generale della Repubblica di Bari, nei confronti di un noto pregiudicato, già condannato con sentenza irrevocabile alla pena di anni 14 e mesi 4 di reclusione per violazioni della normativa in materia di sostanze stupefacenti, con riferimento a fatti occorsi tra marzo 2015 e agosto 2019 in Trinitapoli.
Il provvedimento ablativo ha riguardato un compendio patrimoniale costituito da tre unità immobiliari, sottratti alla disponibilità del condannato e dei suoi familiari.
La misura reale in oggetto consegue alla proposta avanzata dalla Procura Generale, fondata sugli esiti della preliminare attività svolta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, distaccato presso la stessa Procura, nonché dagli accertamenti patrimoniali condotti dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Bari, che hanno consentito di ricostruire le fonti reddituali dell'intero nucleo familiare, evidenziando una significativa sproporzione tra i beni posseduti, anche per interposta persona, e i redditi dichiarati, nonché la presumibile derivazione illecita delle ricchezze, riconducibile principalmente all'attività delittuosa per la quale è intervenuta la condanna.
L'adozione della misura è avvenuta "per equivalente" ai sensi dell'art. 240-bis, comma 2, c.p., in ragione della conclamata sproporzione tra il patrimonio nella disponibilità del condannato e i redditi leciti percepiti.
L'odierno risultato consegue alla stretta cooperazione istituzionale tra l'Autorità giudiziaria e le articolazioni investigative specializzate nelle indagini patrimoniali nell'ambito delle strategie di contrasto alla criminalità organizzata. Tale contrasto, infatti, non si esaurisce nelle ordinarie attività di prevenzione e repressione dei reati, ma si sostanzia e si rafforza attraverso l'espletamento di indagini finanziarie e patrimoniali, finalizzate all'individuazione e all'aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati.
Si evidenzia che il provvedimento di confisca non ha carattere di definitività, essendo suscettibile di impugnazione dinanzi alle competenti autorità giudiziarie e, pertanto, permane sub iudice fino alla conclusione del relativo procedimento giurisdizionale.
Il provvedimento ablativo ha riguardato un compendio patrimoniale costituito da tre unità immobiliari, sottratti alla disponibilità del condannato e dei suoi familiari.
La misura reale in oggetto consegue alla proposta avanzata dalla Procura Generale, fondata sugli esiti della preliminare attività svolta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, distaccato presso la stessa Procura, nonché dagli accertamenti patrimoniali condotti dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Bari, che hanno consentito di ricostruire le fonti reddituali dell'intero nucleo familiare, evidenziando una significativa sproporzione tra i beni posseduti, anche per interposta persona, e i redditi dichiarati, nonché la presumibile derivazione illecita delle ricchezze, riconducibile principalmente all'attività delittuosa per la quale è intervenuta la condanna.
L'adozione della misura è avvenuta "per equivalente" ai sensi dell'art. 240-bis, comma 2, c.p., in ragione della conclamata sproporzione tra il patrimonio nella disponibilità del condannato e i redditi leciti percepiti.
L'odierno risultato consegue alla stretta cooperazione istituzionale tra l'Autorità giudiziaria e le articolazioni investigative specializzate nelle indagini patrimoniali nell'ambito delle strategie di contrasto alla criminalità organizzata. Tale contrasto, infatti, non si esaurisce nelle ordinarie attività di prevenzione e repressione dei reati, ma si sostanzia e si rafforza attraverso l'espletamento di indagini finanziarie e patrimoniali, finalizzate all'individuazione e all'aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati.
Si evidenzia che il provvedimento di confisca non ha carattere di definitività, essendo suscettibile di impugnazione dinanzi alle competenti autorità giudiziarie e, pertanto, permane sub iudice fino alla conclusione del relativo procedimento giurisdizionale.