«Il fuoco non brucia i documenti»: le parole Pasquale Lamacchia dopo l’incendio alla sua auto
L’esponente M5S di Trinitapoli reagisce con fermezza all’atto intimidatorio: «Io non arretro di un millimetro»
martedì 13 ottobre 2026
11.13
Un grave episodio di intimidazione ha colpito Pasquale Lamacchia, esponente politico locale del Movimento 5 Stelle a Trinitapoli: la sua autovettura è stata oggetto di un tentativo di incendio mentre l'uomo si trovava nel proprio studio. Il Comitato "Trinitapoli Insieme" attraverso le parole del presidente Pasquale Fiorentino, ha espresso la più ferma condanna per l'accaduto, definendolo un grave ed inquietante episodio, che non può lasciare la comunità indifferente.
Pasquale Lamacchia, impegnato da anni in attività di controllo civico e politico, aveva recentemente portato l'attenzione pubblica su trasparenza amministrativa, affidamenti, gare pubbliche e utilizzo dei fondi destinati alle politiche sociali. Secondo quanto riportato dal Comitato, egli aveva già manifestato in passato preoccupazioni per la propria sicurezza e per quella della sua famiglia. Nessuna responsabilità o movente è stato al momento accertato: la vicenda dovrà essere chiarita dalle Forze dell'Ordine e dalla Magistratura.
«Non intendiamo anticipare giudizi sulle responsabilità o sulle motivazioni del gesto, che spetterà alle autorità competenti accertare», ha dichiarato il presidente del Comitato, Pasquale Fiorentino, assicurando piena fiducia nel lavoro delle istituzioni per individuare eventuali responsabili. Il Comitato ha inoltre rivolto a Lamacchia e alla sua famiglia la più sincera solidarietà, vicinanza umana e sostegno: «Resisti, non arretrare e, soprattutto, non sentirti solo».
Pasquale Lamacchia ha reagito con fermezza, definendo l'episodio un "attentato incendiario" avvenuto in pieno giorno e in modo chirurgico. Secondo la sua ricostruzione, l'auto è stata incendiata mentre lui si trovava nel suo studio.
«Un atto vile e calcolato che spazza via definitivamente la comoda narrazione di chi, in questi mesi, ha tentato di derubricare le gravi tensioni a Trinitapoli a "mera disputa politica" e a scaramucce social. L'attentato incendiario di ieri dimostra in modo agghiacciante che non c'è alcuna allucinazione - come ha sostenuto il Sindaco qualche giorno fa - ma esiste un sistema reale, tangibile e spietato, che usa il fuoco per zittire chi fa domande scomode. Il movente di questa escalation criminale è ormai evidente e coincide con la mia attività di controllo civico.
Quando un cittadino, con il solo uso delle carte e del diritto, accende un faro sulla gestione degli appalti pubblici, sugli affidamenti diretti, sulle gare gestite in delega, sui fondi dei servizi sociali, sulle determine dell'Estate Trinitapolese e sull'uso spregiudicato di atti come la Delibera 15/2025; quando si chiedono spiegazioni sulle interdittive antimafia in un Comune già sciolto per infiltrazioni criminali, la reazione di un certo sistema di potere non si fa attendere. E si manifesta con il fuoco. Porto avanti questa battaglia con totale fiducia nei Carabinieri e nella Magistratura ma con l'inevitabile amarezza di chi è stato privato dello scudo politico del proprio partito. Proprio nel momento in cui la mia azione di controllo aveva più bisogno di sostegno, i vertici del Movimento 5 Stelle hanno scelto di sospendermi dal Gruppo Territoriale, lasciandomi istituzionalmente isolato», ha dichiarato Pasquale Lamacchia.
Nel suo messaggio, Lamacchia ha ringraziato il Segretario Regionale del Partito Democratico per solidarietà immediata, ed il neo Referente locale del M5S, Francesco Marrone, per la presa di posizione a livello cittadino, oltre ai cittadini e alle forze politiche per la vicinanza espressa nelle ultime ore.
«Di fronte a intimidazioni di questo calibro - prosegue Lamacchia - non dovrebbero esistere bandiere o calcoli di segreteria. Avverto chiaramente che questo gesto ha suscitato una profonda paura nella nostra comunità. È una reazione umana e naturale di fronte all'ennesimo atto di violenza così sfrontata che avviene nel nostro paese. Tuttavia, non dobbiamo perdere la speranza e coraggio: non permettiamo che il timore ci paralizzi. La vera risposta a chi cerca di imporre il terrore è restare uniti, a testa alta. A chi ha commissionato ed eseguito questo gesto rispondo con assoluta serenità: avete sbagliato i vostri calcoli. Il fuoco brucia la lamiera, ma non brucia i documenti, non cancella le istanze di accesso agli atti e non ferma i procedimenti giudiziari. La mia attività politica proseguirà con ancora più rigore. Io non arretro di un millimetro».
Pasquale Lamacchia, impegnato da anni in attività di controllo civico e politico, aveva recentemente portato l'attenzione pubblica su trasparenza amministrativa, affidamenti, gare pubbliche e utilizzo dei fondi destinati alle politiche sociali. Secondo quanto riportato dal Comitato, egli aveva già manifestato in passato preoccupazioni per la propria sicurezza e per quella della sua famiglia. Nessuna responsabilità o movente è stato al momento accertato: la vicenda dovrà essere chiarita dalle Forze dell'Ordine e dalla Magistratura.
«Non intendiamo anticipare giudizi sulle responsabilità o sulle motivazioni del gesto, che spetterà alle autorità competenti accertare», ha dichiarato il presidente del Comitato, Pasquale Fiorentino, assicurando piena fiducia nel lavoro delle istituzioni per individuare eventuali responsabili. Il Comitato ha inoltre rivolto a Lamacchia e alla sua famiglia la più sincera solidarietà, vicinanza umana e sostegno: «Resisti, non arretrare e, soprattutto, non sentirti solo».
Pasquale Lamacchia ha reagito con fermezza, definendo l'episodio un "attentato incendiario" avvenuto in pieno giorno e in modo chirurgico. Secondo la sua ricostruzione, l'auto è stata incendiata mentre lui si trovava nel suo studio.
«Un atto vile e calcolato che spazza via definitivamente la comoda narrazione di chi, in questi mesi, ha tentato di derubricare le gravi tensioni a Trinitapoli a "mera disputa politica" e a scaramucce social. L'attentato incendiario di ieri dimostra in modo agghiacciante che non c'è alcuna allucinazione - come ha sostenuto il Sindaco qualche giorno fa - ma esiste un sistema reale, tangibile e spietato, che usa il fuoco per zittire chi fa domande scomode. Il movente di questa escalation criminale è ormai evidente e coincide con la mia attività di controllo civico.
Quando un cittadino, con il solo uso delle carte e del diritto, accende un faro sulla gestione degli appalti pubblici, sugli affidamenti diretti, sulle gare gestite in delega, sui fondi dei servizi sociali, sulle determine dell'Estate Trinitapolese e sull'uso spregiudicato di atti come la Delibera 15/2025; quando si chiedono spiegazioni sulle interdittive antimafia in un Comune già sciolto per infiltrazioni criminali, la reazione di un certo sistema di potere non si fa attendere. E si manifesta con il fuoco. Porto avanti questa battaglia con totale fiducia nei Carabinieri e nella Magistratura ma con l'inevitabile amarezza di chi è stato privato dello scudo politico del proprio partito. Proprio nel momento in cui la mia azione di controllo aveva più bisogno di sostegno, i vertici del Movimento 5 Stelle hanno scelto di sospendermi dal Gruppo Territoriale, lasciandomi istituzionalmente isolato», ha dichiarato Pasquale Lamacchia.
Nel suo messaggio, Lamacchia ha ringraziato il Segretario Regionale del Partito Democratico per solidarietà immediata, ed il neo Referente locale del M5S, Francesco Marrone, per la presa di posizione a livello cittadino, oltre ai cittadini e alle forze politiche per la vicinanza espressa nelle ultime ore.
«Di fronte a intimidazioni di questo calibro - prosegue Lamacchia - non dovrebbero esistere bandiere o calcoli di segreteria. Avverto chiaramente che questo gesto ha suscitato una profonda paura nella nostra comunità. È una reazione umana e naturale di fronte all'ennesimo atto di violenza così sfrontata che avviene nel nostro paese. Tuttavia, non dobbiamo perdere la speranza e coraggio: non permettiamo che il timore ci paralizzi. La vera risposta a chi cerca di imporre il terrore è restare uniti, a testa alta. A chi ha commissionato ed eseguito questo gesto rispondo con assoluta serenità: avete sbagliato i vostri calcoli. Il fuoco brucia la lamiera, ma non brucia i documenti, non cancella le istanze di accesso agli atti e non ferma i procedimenti giudiziari. La mia attività politica proseguirà con ancora più rigore. Io non arretro di un millimetro».