Ufficio del Giudice di Pace, Trinitapoli Buona Politica: «Inaccettabile. Doveroso un incontro pubblico con i tre sindaci»
La nota del gruppo Trinitapoli Buona Politica
lunedì 26 gennaio 2026
14.00
«Con comunicazione indirizzata al presidente del Tribunale di Foggia, al Ministero della Giustizia, all'Ufficio del Giudice di Pace di Trinitapoli, all'Associazione Forense di Trinitapoli e ai sindaci di Margherita di Savoia e di San Ferdinando di Puglia, il sindaco ha annunciato l'imminente chiusura dell'Ufficio del Giudice di Pace di Trinitapoli a partire dal 1° marzo 2026», è quanto si legge nella nota degli esponenti di Trinitapoli Buona Politica in merito alla vicenda della possibile chiusura dell'ufficio del Giudice di Pace di Trinitapoli.
«Per noi, sottrarre risorse a un presidio della giustizia sul territorio è una scelta politica inaccettabile e incoerente con le dichiarazioni a favore della legalità come priorità politica. È sorprendente che il consiglio comunale non sia stato coinvolto, come previsto dalla legge, nel processo decisionale sulla prosecuzione o soppressione dell'ufficio, e che i consiglieri apprendano di un evento così significativo per la comunità in maniera del tutto casuale»
«Vogliamo rassicurare i cittadini: il sindaco non ha il potere di decidere autonomamente della sorte di un presidio di giustizia, né può imporre al Ministro della Giustizia e al Presidente del Tribunale di Foggia una data di chiusura; l'ufficio, almeno, non potrà essere soppresso con soli 30 giorni di preavviso. La tempistica del procedimento di chiusura del presidio giudiziario è infatti di stretta competenza del Ministero. Il sindaco ha dichiarato che la volontà di recesso unilaterale era già nota nel 2025, ma non comunicata al consiglio comunale né alla città. Perché?», aggiungono.
«Le missive degli altri comuni di non procedere al pagamento delle quote, da ripartire tra i tre comuni a partire dal corrente anno, erano note ben prima dell'approvazione del bilancio comunale, ma non se ne è tenuto conto nel bilancio di previsione 2026-2028 né nel Documento unico programmatico, approvati poche settimane fa».
Trinitapoli Buona Politica ritiene necessario un incontro pubblico con i tre sindaci per discutere sulla situazione e cercare un compromesso: «Perché un provvedimento così importante per la città è stato assunto in solitudine dal Sindaco? Riteniamo urgente un incontro pubblico con i tre sindaci: l'Ufficio del Giudice di Pace rappresenta la giustizia di prossimità di cui il nostro territorio ha bisogno, e la sua esistenza non può dipendere dall'arbitrio del Sindaco, esercitato all'insaputa di collettività e istituzioni».
«Per noi, sottrarre risorse a un presidio della giustizia sul territorio è una scelta politica inaccettabile e incoerente con le dichiarazioni a favore della legalità come priorità politica. È sorprendente che il consiglio comunale non sia stato coinvolto, come previsto dalla legge, nel processo decisionale sulla prosecuzione o soppressione dell'ufficio, e che i consiglieri apprendano di un evento così significativo per la comunità in maniera del tutto casuale»
«Vogliamo rassicurare i cittadini: il sindaco non ha il potere di decidere autonomamente della sorte di un presidio di giustizia, né può imporre al Ministro della Giustizia e al Presidente del Tribunale di Foggia una data di chiusura; l'ufficio, almeno, non potrà essere soppresso con soli 30 giorni di preavviso. La tempistica del procedimento di chiusura del presidio giudiziario è infatti di stretta competenza del Ministero. Il sindaco ha dichiarato che la volontà di recesso unilaterale era già nota nel 2025, ma non comunicata al consiglio comunale né alla città. Perché?», aggiungono.
«Le missive degli altri comuni di non procedere al pagamento delle quote, da ripartire tra i tre comuni a partire dal corrente anno, erano note ben prima dell'approvazione del bilancio comunale, ma non se ne è tenuto conto nel bilancio di previsione 2026-2028 né nel Documento unico programmatico, approvati poche settimane fa».
Trinitapoli Buona Politica ritiene necessario un incontro pubblico con i tre sindaci per discutere sulla situazione e cercare un compromesso: «Perché un provvedimento così importante per la città è stato assunto in solitudine dal Sindaco? Riteniamo urgente un incontro pubblico con i tre sindaci: l'Ufficio del Giudice di Pace rappresenta la giustizia di prossimità di cui il nostro territorio ha bisogno, e la sua esistenza non può dipendere dall'arbitrio del Sindaco, esercitato all'insaputa di collettività e istituzioni».