
Territorio
Trinitapoli-Sagra del Carciofo, i fondatori: «Così si cancella la storia di sedici anni. Senza il Comitato niente istituzionalizzazione»
La nota dei fondatori della Sagra
Trinitapoli - lunedì 3 agosto 2026
9.42 Comunicato Stampa
Lo storico gruppo degli agricoltori e produttori che da sedici anni organizza volontariamente la Sagra del Carciofo esprime forte preoccupazione per la proposta di deliberazione che sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale sull'istituzionalizzazione della manifestazione.
«Nessuno di noi è contrario all'istituzionalizzazione della Sagra. Al contrario, siamo stati i primi a sostenere che questo evento, diventato nel tempo uno dei simboli di Trinitapoli e del Carciofo Violetto, meritasse un riconoscimento ufficiale.Proprio per questo, circa venti giorni fa, nel corso di un incontro con l'Amministrazione comunale, era stato condiviso un percorso ben preciso: prima la costituzione del Comitato Sagra del Carciofo, formato dallo storico gruppo dei produttori fondatori, e solo successivamente l'istituzionalizzazione dell'evento, mantenendo al Comitato la sovranità organizzativa attraverso una convenzione con il Comune.
Con sorpresa, invece, apprendiamo che all'ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale compare una proposta completamente diversa. Il testo prevede infatti l'istituzione di un Tavolo permanente di coordinamento tra Comune, associazioni, scuole, aziende agricole e altri soggetti, rinviando alla Giunta comunale la sua futura formalizzazione, senza alcun riferimento al Comitato concordato né al ruolo dei fondatori nella gestione della manifestazione.
È proprio questo il punto che contestiamo: il tentativo di si voler modificare l'impianto condiviso poche settimane fa, svuotando di fatto il ruolo di chi questa manifestazione l'ha ideata, fatta crescere e difesa per sedici anni con lavoro volontario, sacrifici economici e passione.
La Sagra del Carciofo non nasce negli uffici. Nasce nelle campagne, dal lavoro quotidiano degli agricoltori che hanno creduto nel valore del Carciofo Violetto quando nessuno immaginava che questa manifestazione potesse diventare un appuntamento identitario per l'intera comunità.
Per questo chiediamo che il punto venga ritirato dall'ordine del giorno e che si rispetti il percorso già condiviso: prima la costituzione del Comitato Sagra del Carciofo e solo successivamente l'istituzionalizzazione dell'evento, riconoscendo formalmente al Comitato dei fondatori la responsabilità organizzativa della manifestazione.
Se questa dovesse essere invece la volontà dell'attuale Amministrazione, ovvero procedere a un'istituzionalizzazione che escluda o ridimensioni il ruolo degli agricoltori fondatori, saremmo costretti a rinunciare al percorso di istituzionalizzazione, perché non possiamo accettare che venga svilito il lavoro costruito in sedici anni.
L'istituzionalizzazione deve rappresentare un riconoscimento della storia della Sagra, non la cancellazione di chi quella storia l'ha scritta».
«Nessuno di noi è contrario all'istituzionalizzazione della Sagra. Al contrario, siamo stati i primi a sostenere che questo evento, diventato nel tempo uno dei simboli di Trinitapoli e del Carciofo Violetto, meritasse un riconoscimento ufficiale.Proprio per questo, circa venti giorni fa, nel corso di un incontro con l'Amministrazione comunale, era stato condiviso un percorso ben preciso: prima la costituzione del Comitato Sagra del Carciofo, formato dallo storico gruppo dei produttori fondatori, e solo successivamente l'istituzionalizzazione dell'evento, mantenendo al Comitato la sovranità organizzativa attraverso una convenzione con il Comune.
Con sorpresa, invece, apprendiamo che all'ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale compare una proposta completamente diversa. Il testo prevede infatti l'istituzione di un Tavolo permanente di coordinamento tra Comune, associazioni, scuole, aziende agricole e altri soggetti, rinviando alla Giunta comunale la sua futura formalizzazione, senza alcun riferimento al Comitato concordato né al ruolo dei fondatori nella gestione della manifestazione.
È proprio questo il punto che contestiamo: il tentativo di si voler modificare l'impianto condiviso poche settimane fa, svuotando di fatto il ruolo di chi questa manifestazione l'ha ideata, fatta crescere e difesa per sedici anni con lavoro volontario, sacrifici economici e passione.
La Sagra del Carciofo non nasce negli uffici. Nasce nelle campagne, dal lavoro quotidiano degli agricoltori che hanno creduto nel valore del Carciofo Violetto quando nessuno immaginava che questa manifestazione potesse diventare un appuntamento identitario per l'intera comunità.
Per questo chiediamo che il punto venga ritirato dall'ordine del giorno e che si rispetti il percorso già condiviso: prima la costituzione del Comitato Sagra del Carciofo e solo successivamente l'istituzionalizzazione dell'evento, riconoscendo formalmente al Comitato dei fondatori la responsabilità organizzativa della manifestazione.
Se questa dovesse essere invece la volontà dell'attuale Amministrazione, ovvero procedere a un'istituzionalizzazione che escluda o ridimensioni il ruolo degli agricoltori fondatori, saremmo costretti a rinunciare al percorso di istituzionalizzazione, perché non possiamo accettare che venga svilito il lavoro costruito in sedici anni.
L'istituzionalizzazione deve rappresentare un riconoscimento della storia della Sagra, non la cancellazione di chi quella storia l'ha scritta».
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