Fiume Ofanto
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Territorio

Parco Ofanto, tavoli tematici e pianificazione per favorire la partecipazione fra genti

La nota di Slow Ofanto con le richieste rivolte alla Provincia Bat

Il 17 giugno si è tenuto, presso Canne della Battaglia, il Consiglio della Provincia Barletta-Andria-Trani in seduta monotematica per adottare lo "Schema di Piano territoriale del Parco Naturale Regionale Fiume Ofanto e gli altri strumenti di pianificazione e gestione del parco".

La Provincia BAT, quale soggetto gestore del Parco Ofanto, ha ritenuto di condividere l'evento con i principali attori istituzionali direttamente interessati. Mentre, a causa dell'assenza di una diretta streaming, si è persa un'ennesima occasione per favorire conoscenza e consapevolezza nella comunità ofantina, che riteniamo fondamentale diffondere soprattutto in vista della fase di Consultazione Pubblica in seno alla Valutazione Ambientale Strategica.

Ricordiamo che nella passata fase di Co-pianificazione (marzo 2021), la Provincia BAT ha strutturato la Conferenza in tre tavoli tematici (Paesaggio, beni culturali e fruizione, Adattamento ai cambiamenti climatici e Rapporti con la pianificazione locale).

Al tavolo "Rapporti con la pianificazione locale" è stata invitata la Comunità del Parco (Province di Barletta-Andria-Trani e di Foggia, gli 11 Comuni rientranti nel Parco, le Comunità montane dei Monti Dauni meridionali e della Murgia di nord-ovest e i 3 Comuni contigui di Melfi, Montemilone e Lavello). Vi hanno partecipato, oltre alla Provincia Barletta-Andria-Trani, soltanto i Comuni di Barletta, Margherita di Savoia, Minervino Murge, Spinazzola e Trinitapoli.

Oggi assistiamo a una pandemia che colpisce duramente un territorio, quello ricadente nel Parco Ofanto, già alle prese con un'allarmante crisi socio-economica nel periodo pre-Covid19. Contemporaneamente, nello stesso territorio sta prendendo forma un Parco Naturale Regionale dedicato al fiume più importante della Regione Puglia, un'opportunità di rinascita che non bisognerebbe lasciarsi sfuggire, anche in virtù del crescente interesse nei confronti della biodiversità e della natura, della sicurezza, della qualità e dell'autenticità che un'area protetta può offrire a residenti e visitanti. Il gruppo di lavoro di Slow Ofanto ritiene necessario recuperare le lacune rispetto alla partecipazione dei soggetti locali puntando sull'imminente fase di Consultazione Pubblica, al fine di renderla quanto più possibile espressione delle comunità ofantine.

Si chiede alla Provincia BAT di organizzare una fase preliminare di presentazione dello Schema di Piano e degli altri strumenti di pianificazione e gestione del Parco rivolta a tutti i soggetti pubblici e privati che si ritiene necessario coinvolgere, ovvero Associazioni per la difesa dell'ambiente, Associazioni e Federazioni di agricoltori, Associazioni culturali per la difesa e valorizzazione del patrimonio culturale, Proloco, Istituti di istruzione secondari, Università ed Enti di ricerca, Gruppi di azione locale (GAL), Ordini e Collegi professionali, Soggetti con specifiche competenze in materia di reti e infrastrutture, ovvero aperta a tutti.

Di procedere poi con tavoli tematici per riflettere insieme su sogni e bisogni e giungere a proposte condivise da presentare quali contributi allo schema di Piano territoriale del Parco Ofanto appena adottato. Essendo il Parco Ofanto un'area protetta regionale sul quale insiste una popolazione di oltre 240.000 abitanti, nel suddetto processo partecipativo potrebbe essere coinvolta la Regione Puglia attraverso l'organismo Puglia Partecipa.

L'organismo regionale garantirebbe il supporto tecnico alla progettazione e alla facilitazione del processo partecipativo, considerata la massiccia assenza dei soggetti coinvolti. Dedicare qualche mese in più al rapporto fra Parco Ofanto e genti ofantine garantirebbe il pieno rispetto della Convenzione di Aarhus nell'esclusivo interesse della popolazione ofantina.

Il gruppo di lavoro di Slow Ofanto sin da ora offre la massima disponibilità, invitando i vari soggetti della comunità ofantina a riunirsi in rete per condividere una partecipazione responsabile e collaborativa e ritornare a farci esclamare con orgoglio ed emozione "nui sime ofantine!".
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